Interviste Ricordatevi di Dimenticare con L'oblìo, La Nuova Creazione di Meo Fusciuni

Ricordatevi di Dimenticare con L'oblìo, La Nuova Creazione di Meo Fusciuni

05/12/17 03:01:15

di: Lucia Remigi

L'oblìo press image

"... e se il bene dell'uomo fosse dimenticare, anzichè ricordare?" - è così che Giuseppe Imprezzabile (alias Meo Fusciuni) ha scelto di presentare al mondo il suo ultimo lavoro, L’oblìo. Dopo aver ricevuto un sample della nuova fragranza ho recentemente avuto una piacevole conversazione telefonica con lui, Naso e Poeta del suo omonimo brand, che ha risposto scrupolosamente alle mie domande su L'oblìo con la disponibilità e l'umiltà che lo contraddistinguono. Quella che segue è una sintesi della nostra chiacchierata, e vorrei ringraziare Meo Fusciuni per aver offerto a me e ai lettori di Fragrantica un'illuminante visuale sulla sua nuova creazione e sul suo talento multiforme.

Meo Fusciuni portrait

Lucia Remigi: Trovo paradigmatico il fatto che la fragranza a chiusura della tua terza collezione Trilogia della Mistica sia dedicata all’oblìo, in (apparente) antitesi col tuo definirti “un ricercatore della memoria olfattiva”. Il tema della memoria e del ricordo è preponderante in profumeria, dov’è declinato in molteplici interpretazioni e sfaccettature, ma quale significato profondo riveste invece il dimenticare per chi - come te - crea?

Meo Fusciuni: Il viaggio nella Trilogia della Mistica è stato un percorso lungo e molto faticoso mentalmente; ricordo che quando iniziai a lavorare a Narcotico, subito dopo l’uscita di Luce, avevo in mente solo l’idea di una trilogia e l’impulso iniziale di Narcotico, l’ispirazione dalle letture e dalle visioni di Pasolini e Antonello da Messina. Il cammino è proseguito poi con uno dei capitoli per me più impegnativi dal punto di vista tecnico, Odor 93 - la cui complessità deriva dal fatto che si trattava del mio primo e vero profumo fiorito (Narciso e Tuberosa) al quale volevo e dovevo dare la mia firma; e così, per fortuna, è stato. In questi sette anni di lavoro la ricerca della memoria olfattiva ha rappresentato il denominatore comune e, oserei dire, lo scopo ultimo del mio cammino.

Sin dalla mia formazione di chimico e poi erborista la memoria è un’ossessione, divenuta anche il tema della mia tesi di laurea. Ma avviene un tempo per tutto. Nel tempo racchiuso de L’oblìo non c’è nessuna negazione alla memoria: è proprio uno spazio temporale, un limbo di cui la mia mente e la mia anima avevano bisogno per ripartire, per capire fin dove si era spinta la mia ricerca dell’odore come memoria olfattiva. L'oblìo esprime una visione assolutamente positiva dell’essere umano, una dimenticanza arrivata nel momento opportuno, sul punto di chiusura e rinascita.

Dark ambience

"Quando un cammino si chiude, aspetti la polvere, che coprirà il tutto, la tua memoria e le tue parole. Arriverà un tempo, in cui tutto ritorna"
Meo Fusciuni
 

Lucia: Se dovessi descrivere con tre sole parole L’oblìo direi che è una fragranza morbida, polverosa ed inafferrabile. Le sue sfumature legnose, balsamiche e sottilmente speziate mi ricordano la delicatezza impalpabile e gessosa della cenere d’incenso ma anche un sottobosco avvolto dall’oscurità in cui però riesce a filtrare un tenue, indistinto chiarore. Il tutto sembra permeato da un'aura rassicurante e al contempo profonda, intensa e oscura, qualcosa di alquanto sfuggente e restìo ad essere ridotto a parole forse proprio come, per l’appunto, l’abbandono all’oblìo. Come in tutte le tue creazioni si percepisce sin dal primo istante una selezione accurata delle materie prime ed un impiego altrettanto ponderato delle stesse che insieme contribuiscono a conferire una straordinaria levigatezza ed armonia alla composizione. Puoi rivelarci qualche dettaglio sul percorso che ti ha portato alla creazione della tua nuova fragranza - anche, magari, in termini di scelta delle materie prime o di ispirazione in generale?

Meo: In questo lavoro cercavo prima d’ogni cosa di trasmettere lo stato di beatitudine e di pace che la scorrevolezza delle cose della vita può darti. Il mio viaggio in Cambogia con Federica Castellani (metà alchemica di questo progetto) è stato in tal senso fondamentale, un viaggio arrivato per caso e vissuto fino alle viscere delle sensazioni. Lì ho capito la stasi temporale, il fluire delle cose, lo scorrere del Mekong. La tua analisi è giusta, chi si avvicina ad ascoltare le note olfattive de L’oblìo ne vive fin da subito la struttura, l'armoniosa complessità. Volevo che tutto fosse impalpabile ed inafferrabile, proprio come può esserlo la consistenza stessa della polvere che rimane nei templi buddisti dopo che vi è stato bruciato l'incenso; volevo che niente portasse in un luogo preciso e che tutto riconducesse ad uno stato di dimenticanza e serenità.

Sempre più importante è l’uso di materie prime assolute per qualità, per cui sono molto felice di questa crescita - anche sul piano strettamente tecnico. Molto del mio tempo durante la costruzione di un profumo è speso "ascoltando" le materie prime. A nascere per primo è il disegno olfattivo, quello che io chiamo "istinto primordiale dell'odore", mentre soltanto nelle fasi successive vengono sviluppati quegli accorgimenti fini e sottili che completano il lavoro e ne disegnano il corpo.

Per L'oblìo ho inizialmente immaginato una struttura di Sandalo, Mate (di una qualità molto verde e quasi umida) e Tabacco; l'idea di aggiungere l'Elicriso è arrivata in modo quasi casuale - ero alla ricerca di una nota di testa che potesse dare luminosità alla composizione e ho ritrovato nel mio laboratorio un campione di Elicriso dalla Corsica, del quale conosco bene le proprietà data la mia lunga esperienza come erborista e che ho miscelato in piccolissime quantità con una dose davvero minima di Arancio (non indicato in piramide) per mitigarne l'aspetto medicinale - mentre gli altri componenti (Iris, Legni Sacri, Muschio di Quercia, Incenso) vanno a racchiudere e a rafforzare l'asse principale della fragranza.

Mekong river

Lucia: Parlando di "ascolto", so che tra i tuoi gruppi preferiti ci sono gli Anathema e i Katatonia (due band che io stessa adoro) per cui non posso non chiederti in che modo le sonorità e le tematiche doom influiscono, e confluiscono, nel tuo lavoro...

Meo: La musica (non solo i progetti che hai nominato) costituisce l’ambiente in cui ogni mio lavoro nasce, è come se prima di iniziare a creare un lavoro sapessi già che atmosfere sonore potrà avere; mi aiuta ad isolarmi dal resto delle cose, dal mondo esterno. Penso abbia la stessa importanza che può avere per me il viaggio, che similmente mi aiuta a distaccarmi dal quotidiano per capire meglio il mio cammino, la mia ricerca. Tutto questo fa parte di ciò che io chiamo "poetica" o "linguaggio di un’espressione".

Da questo punto di vista L'oblìo avrebbe potuto incarnare due album per me fondamentali delle due band che hai menzionato - Discouraged Ones dei Katatonia (l'oblìo come decadenza) o Eternity degli Anathema (l'oblìo come beatitudine), e alla fine si è rivelato essere come quest'ultimo: un lasciarsi andare per poi ripartire, una sorta di liberazione totale anche se momentanea. Quando stavo per concludere il lavoro a questa mia ultima fragranza ho mandato un messaggio ad un mio vecchio amico, con cui anni fa suonavo nel gruppo doom-dark metal Nenia, dicendogli che forse avevo terminato "il mio Eternity nella profumeria"; si tratta di un punto cruciale, una creazione che marca la consapevolezza del mio percorso e forse anche del mio essere a tutti gli effetti un profumiere - qualcuno, cioè, che giunge alla composizione olfattiva attraverso un viaggio. Ed è ancora una volta un viaggio, ma stavolta intimo ed interiore come fu per Notturno e Luce (appartenenti al Ciclo della Poesia), quello che affronterò nel mio prossimo lavoro.

Lucia: Qual è stata finora l’accoglienza riservata a L’oblìo, uscito lo scorso Febbraio? Credo che mai come in questo periodo storico ci sia bisogno di introspezione, quiete e silenzio. Il tuo auspicio, quello di "far perdere“ le persone nel tuo profumo, pensi si sia avverato?

Meo: Siamo estremamente felici dell'ottima accoglienza riservata finora a L'oblìo sia dal pubblico che dalla critica. Ricordo sempre a me stesso - come una sorta di memento - che i miei profumi devono anzitutto poter essere indossati dalle persone, ed il fatto che stiamo già producendo il secondo lotto mi fa capire che la direzione intrapresa è anche in questo caso quella giusta; ma al di là dei numeri il mio entusiasmo deriva anche dal fatto che il messaggio su cui ho lavorato per tanto tempo è arrivato e vive negli occhi di chi si avvicina a questo lavoro.

C'è un tempo in cui dobbiamo fermarci e dimenticare chi siamo, da dove veniamo e perché stiamo percorrendo un determinato cammino: è l’oblìo, un tempo racchiuso della nostra vita.

 

"Ho percorso un lungo viaggio per andare a cercare qualcosa che chiudesse questo triangolo magico, ho cercato una spirale luminosa, il suo cuore vegetale e il suo corpo di polvere e terra. Nell’arco di questo anno vissuto alla ricerca dell’oblìo e del suo odore, tante sono state le influenze fisiche e spirituali, un viaggio in Cambogia e le lunghe navigazioni sul Mekong, la minuziosa ricerca di materie prime sempre più pure, lo studio della memoria olfattiva come inizio di ogni processo di creazione. 
Alla fine di questo cammino ho capito che non volevo più ricordare, volevo solo perdermi nell'oblìo della mia ricerca, e stare in quiete.
Dimenticare era diventata la mia salvezza, la mia pace"
Meo Fusciuni
 
 
L'oblìo press image
 
L'oblìo di Meo Fusciuni
Parfum
2017
 
Incenso, Iris, Mate, Elicriso, Tabacco, Muschio di Quercia, Sandalo, Legni Sacri, Polvere, Muschio
 

L'oblìo è disponibile come Parfum nel formato da 100 ml; per conoscere i rivenditori a voi più vicini e per qualsiasi altra informazione potete scrivere direttamente al brand ([email protected]) o compilare l'apposito modulo presente sul sito ufficiale.

 
 
Immagini: © Meo Fusciuni

Lucia Remigi

Editor, Scrittrice, Traduttrice
Lucia si è unita al team di Fragrantica nel 2013 come editor e traduttrice per il sito italiano. Da sempre affascinata dal mondo dei profumi, negli anni Novanta si è innamorata di alcune splendide fragranze dell'epoca ma è soltanto nel 2011 - grazie all'incontro con Fragrantica - che il suo interesse si è trasformato in un'autentica passione. Laureata in giurisprudenza ed abilitata alla professione di avvocato, è una grandissima fan della musica metal e hard rock oltre ad amare la lettura di libri e saggi di psicologia ed astrologia.



 


 

 
 
 
 
 


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