Vintage Cuir de Russie: Profumo di Pace o di Guerra?

Cuir de Russie: Profumo di Pace o di Guerra?

01/05/15 07:28:13

di: Sergey Borisov

I profumi Cuir de Russie non mancano mai di rendermi felice e triste. La mia felicità è dovuta al fatto che la mia Madrepatria è segnata sulla mappa mondiale dei profumi. Il mio cruccio deriva dai molti equivoci e connotazioni militari associati a questo gruppo di fragranze. E adesso che ho deciso di scrivere di un profumo raro, quasi dimenticato e perciò "inesistente", Cuir de Russie di Guerlain, tutti queste impressioni si riaffacciano alla mia mente.

Chiunque scriva delle fragranze Cuir de Russie non può viaggiare a ritroso nel tempo per assorbire l'atmosfera, discutere dei profumi e dei loro nomi con i profumieri, chiedere alla gente di Russia e dei Paesi europei cosa pensano del cuoio russo, ecc. Tutti noi scriviamo basandoci su un numero limitato di risorse. I PR aziendali e le biografie dei profumieri si limitano a fornire informazioni unilaterali, dato che i PR di Chanel non scriverebbero mai di Guerlain o di Jean Patou e viceversa. E internet, che non era ancora stato inventato, ci sarebbe di scarso aiuto sul XIX secolo.

E' probabile che il collegamento tra il Cuir de Russie e l'odore degli stivali cosacchi sia stato creato a Parigi da qualche pseudo-storico a partire da una leggenda pseudo-patriottica (per i russi) e militarista (per gli europei). Ed ha attecchito in modo rapidissimo, come accade ad ogni teoria semplicistica. Più un'idea e semplice e più velocemente si affermerà. Si dice che i parigini abbiano conosciuto il profumo del Cuir de Russie annusando gli stivali militari russi. Questa è la concezione più popolare, ed io stesso l'ho seguita per un po'. Non ora. Per comprendere è necessario accantonare la politica e i giornali, trovando così altre spiegazioni.

La storia del cuoio è il racconto della sua manifattura a partire dalla pelle non conciata: si rimuovono da essa la pelliccia e la carne, si lavora, si concia, si tinge e si profuma. Ogni Paese fa il cuoio a modo suo: turchi, tedeschi, spagnoli, ungheresi... la manifattura del cuoio fu per lungo tempo un procedimento terribilmente puzzolente (l'ammollo e in particolar modo l'imbiancatura con letame di pollo), e anche il cuoio finito aveva un odore sgradevole. Per soddisfare i nobili gentleman i mastri cuoiai sottoponevano il cuoio ad un procedimento finale, impregnandolo cioè di oli fragranti e tinture. E così la Peau d'Espagne veniva profumata con acqua di rose, ambra grigia, canfora, olio di legno di cedro e muschio; la pelle italiana odorava di mandorle dolci, rizoma di iris, muschio, ambra grigia e zibetto. La profumazione del cuoio venne ricollegata ai profumieri di Francia, che erano anche specialisti nella produzione di guanti (il titolo Maitres Parfumeurs et Gantiers fu attribuito per la prima volta nel 1614), e nel XVII secolo Grasse divenne il fulcro del mestiere. I profumieri di Grasse facevano uso di ambra grigia, zibetto, muschio e rosmarino.

Il cuoio russo (Russian yuft, Cuir de Russie, Russisch Leder) odorava di pece di betulla (dal punto di vista storico l'impregnazione rapida con pece di betulla aveva sostituito il lungo processo di affumicatura della pelle non conciata, che era uno dei modi tradizionali per conservare la pelle conosciuto agli slavi, agli evenki, ai mongoli, agli indiani e alla maggior parte delle tribù), ma i commercianti europei acquistavano di buon grado la pelle russa, nonostante l'odore.

Durante il regno di Alexei Mikhailovich (1645-1676) la yutz rossa del Kazan costituiva uno dei cinque beni d'esportazione nel monopolio del tesoro reale assieme ad oro, pellicce e tè cinese. Nei secoli XVI e XVII la domanda straniera di Cuir de Russie fu talmente elevata che la Russia non ebbe rifornimenti sufficienti a soddisfarla, costringendo i mercanti ad acquistare le pelli dalla Malorossia e dalla Livonia per poi lavorarle in Russia. Ai tempi di Pietro il Grande (1718) si cominciò a trattare la yuft con una mistura di pece di betulla e grasso di animale marino per garantirle un'eccellente impermeabilità e la sua domanda crebbe ancora di più malgrado le contraffazioni inglesi autorizzate (vi sono anche numerosi testi sulla storia e sui metodi di produzione della pece di betulla—il suo procedimento sotterraneo era ben poco igienico e non aveva nulla a che fare con la pirolisi all'interno di taniche di metallo nei laboratori).



  Concerie a Marrakesh (wikipedia)

Ne consegue che i parigini non furono introdotti al Cuir de Russie dai cosacchi nell'anno 1814—all'epoca gli europei conoscevano molto bene il cuoio russo e il suo particolare odore grasso di pece di betulla, da circa 150 anni prima delle Guerre Napoleoniche. Gli europei utilizzavano il Cuir de Russie impermeabile per le calzature militari ma anche per borse e portasigarette, per cofanetti da viaggio, valigie e suppellettili varie dei tempi di pace. In Gran Bretagna il cuoio russo veniva largamente impiegato per le copertine dei libri, soprattutto per quelli di diritto e per le Bibbie. E quindi mi trovo a dover dissentire dall'interpretazione del Cuir de Russie legata alle calzature militari dei cosacchi.

Direi piuttosto che il Cuir de Russie era simbolo dello spirito educativo, connesso com'era a libri del tutto pacifici o al desiderio di nuove conoscenze ed impressioni sotto forma di bagagli da viaggiatore (le altre due teorie sulla sua origine, basate sulle scarpe dei ballerini dei Balletti Russi e sugli stivali di cuoio della nobiltà russa, iniziarono a diffondersi nel XX secolo e, quindi, riescono a spiegare soltanto in parte l'aumento di popolarità dei profumi Cuir de Russie in Europa).

Chi fu a creare la prima fragranza Cuir de Russie? 
Non Ernest Beaux, con la sua fragranza cuoio-iris-aldeidi Cuir de Russie di Chanel (1924). Uno dei pilastri del genere, questo famosissimo profumo al cuoio russo è ben conosciuto per il fatto che la sua produzione non fu mai interrotta a partire dal 1924.

I profumi Cuir de Russie vennero prodotti da molte case storiche: Volnay, Julien-Joseph Godet, Lubin, Guerlain, Houbigant, Coudray, Rigaud, Violet, Robert Bienaime, Bertelli, Agnel, E. Coudray, L.T. Piver, J.Floris, Molinard, Mury, Roger & Gallet ed altre—e possiamo osservare la popolarità del Cuir de Russie a ridosso dell'emigrazione russa (e non dopo la vittoria dell'esercito russo nelle guerre napoleoniche!). Ho l'impressione che i profumieri abbiano trovato in Cuir de Russie un tema potenzialmente redditizio in primo luogo per il mercato russo insieme ad incenso, mirra e altri incensi ortodossi—e, in seguito alla rivoluzione, per immigranti e simpatizzanti.

Alcune fonti web sostengono che i profumi Cuir de Russie venivano realizzati già nel XIX secolo. Insieme a Guerlain erano prodotti anche da Eugene Rimmel, Georges Delettrez e The Crown Perfumery. E forse ce ne sono altri. Quindi Aimé Guerlain era tra quei pochi. Non sono sicuro che fu il primo in assoluto. Mi è capitato di vedere tre annate di Cuir de Russie di Guerlain—1872, 1875 e 1890—ma senza alcuna indicazione che ne giustificasse i diversi periodi di produzione. Non esistono vere e proprie prove sotto forma di documenti d'archivio con date di lancio, pagine pubblicitarie di cataloghi del XIX secolo, conti e ordini di vendita o anche bottiglie etichettate contenenti le rimanenze di profumo—il che è strano, perché la storia di Guerlain può essere tracciata tramite gli archivi a partire dalla sua fondazione contrariamente ad altri 206 profumieri-imprenditori francesi (a far data dal censimento nel 1850), alcuni dei quali non hanno lasciato nessuna memoria di sé. C'erano anche marchi inglesi, italiani e tedeschi. Per dare un nome preciso al più antico profumo Cuir de Russie gli storici dovranno lavorare nelle biblioteche e negli archivi delle case di profumi. Ma oggi è possibile riscrivere la storia, dato che tutto ciò che non può essere trovato su internet è come se non fosse mai esistito!

Nel XIX secolo l'odore del cuoio russo non era abbastanza decoroso da diventare un profumo di uso comune: i profumi rispettabili per la borghesia erano le colonie leggere agrumate e alla lavanda, le acque di ylang ylang e rosa e, a partire dal 1860, le fragranze alla violetta. A metà del secolo, durante una visita a Parigi, la Regina d'Inghilterra fu distrutta dalla stampa per la sua fragranza, che conteneva "troppo muschio". La citazione dal romanzo Nana di Emile Zola (1880): "Toutes les boutiques lui étaient connues, il en retrouvait les odeurs, dans l'air chargé de gaz, des senteurs rudes de cuir de Russie, des parfums de vanille montant du sous- sol d'un chocolatier, des haleines de musc soufflées par les portes ouvertes des parfumeurs" ["Conosceva tutti i negozi, e nell'aria satura di gas ne distingueva i diversi odori quali, ad esempio, il forte sentore del cuoio di Russia, il profumo di vaniglia che saliva dal seminterrato di un commerciante di cioccolato, l'aroma del muschio che fuoriusciva sbuffando dalle porte aperte dei profumieri"] ci conferma che l'odore della pelle russa non era piacevole in quegli anni. Pertanto, chiunque sia stato il primo profumiere a creare un simile profumo doveva essere un uomo realmente sperimentale e coraggioso.

E' davvero possibile che si sia trattato proprio di Aimé Guerlain. Anzitutto la casa di Guerlain era già entrata in relazione con la Corte Imperiale Russa. Pierre-François Pascal Guerlain aveva creato svariate colonie per i Grandi Principi e Principesse dell'epoca. Per dar seguito alla tradizione suo figlio Aimé creò Moskovskaya Slava e Parfum Imperial Russe per l'incoronazione di Alessandro III. Quindi Cuir de Russie compare per logica nella gamma di Guerlain (è da notare che anche Georges Delettrez fece uscire una serie di fragranze “russe” nel XIX secolo: Imperial Russe, Eau de Cologne Russe, Aux Violettes Russes, Aux Violettes Blanche de Sibérie e Cuir de Russie. Ad ogni modo la casa venne chiusa nel 1955, e non sono a conoscenza di archivi o pubbliche relazioni di Delettrez).

Ma adesso basta blaterare sull'antefatto. Eccolo qui davanti a me—il flacone carré che ha viaggiato fin qui dalla città francese di Anglet. Una bottiglia di farmacia con l'etichetta Cuir de Russie al centro di uno scudo coronato decorato con nastri e con su scritto "Guerlain Parfumeur Brevete, 68 Champs-Elysees Paris." Una scatola di cartoncino blu con un motivo ornamentale in diagonale, una striscia in argento chiaro con la scritta "Guerlain", un'etichetta rettangolare—una confezione che non mostra alcun segno di lusso. E nessuna indicazione di volume.

E' possibile stabilire l'età di questa fragranza? A giudicare dall'indirizzo della boutique (68 Champs-Élysées Paris) il profumo è stato prodotto dopo il 1914.

Il blog Monsieurguerlain afferma che a partire dal 1935 Cuir de Russie non è più stato imbottigliato in flaconi carré, dato che la riformulazione ad opera di Jacques Guerlain fu immessa in flaconi quadrilobi. Nel loro libro Michele Atlas e Alain Monniot sostengono che Guerlain fece uso di bottiglie carré dal 1872 al 1939. La bottiglia alta 9,5 cm venne usata dal 1914 al 1939. Ne consegue che la mia "prezioooosa" bottiglia fu prodotta tra il 1914 e il 1935, nel periodo tra le due guerre (grazie a Catherine Khmelevskaya per l'incommensurabile aiuto e per lo scambio di idee!). Di sicuro, quindi, non si tratta del profumo recentemente recuperato dagli archivi delle formule dal profumiere della casa Thierry Wasser insieme al suo assistente Frederic Sacone, accanto ad altri profumi del patrimonio Guerlain rappresentati nella boutique ammiraglia degli Champs-Élysées.

Il profumo è alquanto danneggiato ma non distrutto. Non risulta sgradevole nemmeno per un attimo. Le note rovinate iniziali spariscono dal mio polso caldo dopo un paio di minuti ma sono apprezzabili su mouillette. Erbe aromatiche secche e friabili e fiori quali lavanda, timo e rosmarino sono percepibili in frantumi volatilizzati all'inizio della fragranza. La loro asprezza è controbilanciata dalla dolcezza balsamica del benzoino. Le note agrumate sarebbero scomparse quasi del tutto se non fossero state rimpiazzate dalla lavanda.

Tra il quinto e il decimo minuto Cuir de Russie ricorda la pelle non conciata affumicata, la soffice pelle scorticata, resa fumosa fino a divenire di un marrone chiaro ma senza essere inzuppata nella pece di betulla. Le note resinose di cistus e storace, levigate e trasparenti, fanno la loro comparsa con circospezione, e se la cera di betulla è presente lo è in quantità davvero minima. Il carattere animalico è completato da un naturalissimo e delicato muschio e dal calore dello zibetto. Un qualche sentore ortodosso di storace e benzoino va ad arricchire l'aspetto cuoiato. Più tardi troviamo accordi legnosi amari al di sotto delle resine: muschio di quercia e vetiver, con note balsamiche morbide e calde e forse rizoma di iris—sembra l'equivalente olfattivo di un tavolo laccato parzialmente ricoperto di cuoio. Presenta ormai il drydown severo di Mitsouko, benché privo della sua carezza tutta femminile di lattone-pesca, gelsomino e rose.

Nelle sue esalazioni finali il profumo rilascia un tepore vagamente dolce ma non floreale. E' piuttosto il rovescio caldo e non tinto di una cintura di cuoio appena tolta dal corpo, con una sottile dolcezza di benzoino che rimanda ai confetti di zucchero sovietici.

Il profumo di Guerlain non somiglia al suo pallido omonimo iris-aldeidico di Chanel. E' primitivo se paragonato a quest'ultimo, un po' come una parfleche di pelle affumicata messa accanto ad una Kelly di Hermès in cuoio russo vintage.

Cuir de Russie di Guerlain è un profumo totalmente secco, levigato e leggermente ruvido, nello spirito della profumeria naturale fatta di oli e assolute di fiori. La sua ambra sottile e traslucida, con una sfaccettatura leggermente fumosa, è l'esempio di un profumo appartenente ad un altro secolo e diverso da tutti i cuoi e le ambre moderne. Provarlo è come leggere un libro scritto in inglese arcaico: ogni singola lettera è di per sé chiara, ma allineata alle altre forma parole strane. Alcune lettere sono sbiadite, altre sono scomparse; ciascuna parola è difficile da comprendere e il significato generale risulta parimenti confuso. Ma certe epoche non conoscevano altre lingue!

Come accade con quasi tutti i profumi antichi, Cuir de Russie di Guerlain dura molto più a lungo ed ha un sentore più opulento se annusato su mouillette, cartoncini, capelli o fazzoletti, ove si sofferma in ogni sua fase concedendo il tempo per un esame minuzioso, mentre sulla pelle calda vola velocemente verso l'accordo di storace, muschio di quercia e benzoino (all'epoca era dato per scontato che i profumi fossero stupendi sui tessuti—Mouchoir de Monsieur non nacque per caso). Sulla carta Cuir de Russie di Guerlain si comporta come un profumo al cuoio, ma sulla pelle è più un ambrato leggero. Probabilmente Aimé Guerlain arrivò a concepire Cuir de Russie come un possibile sviluppo del tema delle colonie calde all'ambra e incenso, che aveva già creato in precedenza per i clienti reali russi.

Mi è capitato di leggere che l'idea del Cuir de Russie scaturì dal fatto che i cosacchi sfregavano via lo sporco dai loro stivali neri dopo lunghe cavalcate con corteccia di betulla bianca, o che il panorama olfattivo del Cuir de Russie nacque per caso quando un cosacco, galoppando nella steppa russa, ebbe l'idea di strofinare i suoi stivali di cuoio con corteccia di betulla per renderli impermeabili. Adesso vorrei aprire un dibattito con coloro che non hanno mai visto il fango russo, le betulle e le steppe: dov'è apparso prima il Cuir de Russie—sugli stivali o nei libri?

Cuir de Russie di Guerlain

Note di testa: Lavanda, Rosmarino, Timo
Note di cuore: Rizoma di iris, Storace, Labdano, Benzoino, Pece di Betulla
Note di base: Ambra, Muschio, Zibetto, Vetiver, Muschio di quercia, Note balsamiche

 

 

Serguey Borisov

Serguey Borisov è conosciuto da più di dieci anni nel mondo dei profumi in rete con il nickname moon_fish. Attualmente scrive di profumi per GQ.ru e per Vogue.ru e collabora sull'argomento per riviste patinate.

 

 

 

 



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